Sei qui: NotizieDalla ParrocchiaPerché si incendia il pallone in occasione della festa della santa patrona?

Perché si incendia il pallone in occasione della festa della santa patrona?

Ad Albese con Cassano, nel corso della Santa Messa principale della domenica nella quale si commemora la patrona santa Margherita, vive la tradizione di incendiare un "pallone" ai piedi dell'altare: ma perché lo si fa?

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Nella foto: il decano, Giovanni Afker, da fuoco al pallone a S. Margerita nel 2010.

 

Bisogna ricordare che nella chiesa primitiva il martirio era l'unica forma di santità possibile: il martire è colui che si rende in tutto simile a Cristo - luce che viene dalle tenebre per illuminarle - perché come Cristo ha sacrificato la propria vita per testimoniare la fede partecipando col proprio corpo alla funzione sacerdotale del Salvatore. Così, il "pallone" che prende fuoco dalle candeline alzate dal sacerdote è simbolo della vita del martire che si consuma per la fede ardente nella trinità.

Anche il colore bianco della bambagia di cui è composto il pallone non è casuale. Liturgicamente il bianco è il colore riservato alle solennità di Cristo (come il Natale o la Pasqua), è il colore dello splendore e della gloria di Dio e, fin dall'antichità, è anche il colore riservato ai martiri proprio perché uniti nella gloria di Cristo.

La forma sferica, invece, probabilmente rappresenta la "totalità" del sacrificio del martire.

Secondo la tradizione, il celebrante, accingendosi a bruciare il globo, dice in latino: «sic transit gloria mundi», cioè: «così passa la gloria del mondo» per richiamare che il martire, affrontando la prova suprema del dono della vita al Signore, testimonia che per lui la vita di questo mondo passa in secondo piano rispetto alla vita in Cristo.

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Con amore che non conosce confini

La preghiera composta dai candidati all'ordinazione presbiteriale 2017 che loro stessi hanno composto.


Padre della vita, nel tuo disegno di salvezza ci hai creato e hai acceso in noi il desiderio di cercarti sempre, in ogni luogo e in ogni tempo.

Con amore che non conosce confini, nella sua Pasqua il tuo Figlio si è donato all’uomo umiliandosi fino alla condizione di servo e condividendo la sorte di chi si era perduto.

Manda lo Spirito su questi tuoi figli che hai scelto quali ser vi premurosi del tuo popolo, perché nel loro ministero risplendano sempre la gioia e la carità del Vangelo.

Maria, tesoro di misericordia, custodisca questi fratelli, perché siano riflesso della luce  del Crocifisso Risorto.

Amen.

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