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Don Marco Maesani e il percorso "Sui passi di don Luigi Guanella" sul numero 15-2015 del settimanale Credere

Domenica 12 aprile 2015

In concomitanza con la pubblicazione sul settimanale "Credere" dell'incontro con il sacerdote albesino don Marco Maesani e della correlata presentazione del cammino "Sui passi di don Luigi Guanella" da Fraciscio a Como riproponiamo, anche sul sito, l'articolo scritto da don Marco - che ripercorre la propria vita alla luce della sua vocazione - stampato sull'ultimo numero del bollettino parrocchiale.

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Sui passi di don Guanella

L’albesino don Marco Maesani ci racconta la sua esperienza vocazionale e sacerdotale

Ricordo molto bene come in un tardo pomeriggio di una domenica vissuta facendo tutto quello che mi piaceva, avevo poco più di 20 anni, mi sono ritrovato con una tristezza e nostalgia per qualcosa che mi mancava. Posso dire che allora avevo tutto quello che un giovane potesse sperare. E allora perché quella strana sensazione? Perché quello che avevo e facevo (tutte cose buone e belle) non mi bastavano? Ho cominciato a prendere sul serio quel momento e non scacciarlo come un momento di depressione ed ho scoperto (ma lo sapevo già) che la mia vita aveva un destino diverso da quello che immaginavo io.

Ho ripreso così con più serietà la verifica della vocazione sacerdotale.

Ma andiamo con ordine.

Sono di Albese - e lo dico con un certo orgoglio - e brianzolo, anche questo conta per me. Riconosco le mie radici in una cultura cristiana segnata da forti valori trasmessi sia dalla mia famiglia che dal paese. Decisiva per la mia educazione è stata la mia famiglia e riconosco determinanti il periodo scolastico delle elementari le figure dei maestri (Tommasi e Bulgheroni), la vita parrocchiale (tra queste ricordo il periodo di chierichetto) e tutte le esperienze vissute in oratorio delle quali mi restano impressi nella memoria i sacerdoti conosciuti, don Carlo, don Fermo e don Luigi. Tutti mi hanno trasmesso la loro fede, la passione per la loro vita sacerdotale e per la comunità albesina.

L’impatto con Como e le scuole superiori, l’influsso di una cultura molto diversa da quella originaria (tramite l’influenza della TV, dei film, della musica ecc.) mi scuotono e mettono in crisi quanto davo per assodato e forse, ingenuamente per scontato. Fu necessario che passassi attraverso la crisi per fare mio quanto ricevuto. Riconosco che in quel periodo fu fondamentale l’incontro al Setificio con Comunione e liberazione, il movimento cattolico iniziato da don Luigi Giussani e che accompagna la mia vita. Lì ho ritrovato tutto quello che avevo ricevuto ma in un modo che c’entrava con la mia vita! Un cristianesimo non formale o spirituale, ma concreto.
Come mai allora sacerdote guanelliano? Come sapete ad Albese c’è Santa Chiara, la casa delle suore anziane dell’Opera don Guanella. Lì  ho conosciuto don Guanella che in qualche modo mi ha sempre accompagnato (non racconto i particolari perché questo breve profilo si allungherebbe, ma sono interessanti perché è attraverso di essi che il Signore mi si è proposto).

Dopo le superiori lavoro un po’ nella Cooperativa di Albese, vado a militare, ritorno a lavorare e arrivo a quella famosa domenica. Nel 1985 prendo la decisione di entrare in seminario, ad Anzano sotto la guida di un grande educatore, don Attilio Mazzola. La verifica vocazionale si conclude, con un certo rimpianto soprattutto di mio papà, per la scelta sacerdotale guanelliana definitiva. Poi mio papà ne sarà felice, insieme a tutti i miei famigliari ed amici, ma questa è un’altra storia.

Dopo otto anni di formazione, di cui quattro intensi e belli a Roma, sono ordinato sacerdote da mons. Maggiolini, il 19 giungo 1993 a Como, nel santuario del Sacro Cuore.

Dall’ordinazione si susseguono le tappe della mia vita sacerdotale che ripercorro brevemente. Trascorro due anni come responsabile di una casa di riposo a Barza d’Ispra e nel settembre 1995 mi viene chiesto di aiutare nella missione a Manila. Parto e vi rimango tre anni. Ricevo qualche visita, tra cui proprio quella di mio papà e tanti aiuti da parte degli albesini! Questi hanno contribuito alla costruzione di un centro per l’accoglienza di disabili mentali, i Buonifigli di don Guanella. Questo centro è ora affidato e gestito proprio da alcuni sacerdoti guanelliani filippini che erano seminaristi quando io ero a Manila.

Ritornato dalle Filippine trascorro un breve periodo a Como alla Divina Provvidenza e a Lecco come educatore di minori in difficoltà. Nel 1999 mi viene nuovamente chiesta la disponibilità per la missione. Questa volta in Ghana,  sempre a contatto con i disabili. Anche lì mi ha accompagnato la generosità di tanti albesini . Questo centro è cresciuto ed ora in Ghana la nostra congregazione ha ben tre case per disabili.

Dopo l’esperienza africana durata un anno, sono destinato come coadiutore in una parrocchia a Bologna assegnata a noi guanelliani. Lì, ho potuto trasmettere tutta la passione per l’oratorio maturata e vissuta ad Albese. Nel 2004 sono economo a Como e nel 2006 nominato parroco a Milano, dove resto fino al 2013. Il periodo milanese è stato molto intenso, anche perché nel 2008 la parrocchia resta senza il coadiutore, che è stato trasferito, ma non rinuncio a fare l’oratorio. Sono così parroco e insieme anche coadiutore. Nel mio ministero in parrocchia ho visto fiorire l’oratorio e la Caritas parrocchiale. Mi permetto di dire proprio secondo lo stile guanelliano e ambrosiano. Poi trascorro un anno a Genova in una casa per minori in difficoltà, fino a quando nel settembre 2014 arrivo a Chiavenna per un nuovo progetto chiamato “Sui passi di don Guanella” per valorizzare ad accompagnare alla conoscenza di san Luigi Guanella.

Sono consapevole che questo scritto è solo un inizio. Ogni passo della mia esperienza ha dentro ed è dentro una vita che continua a scorrere. Ci sono volti, storie, nomi che mi accompagnano e che provo ad accompagnare. Ognuno ha lasciato qualcosa a me e mi ha fatto crescere e continua ad essere occasione di maturazione.

don Marco Maesani

 

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